ProprietÓ e benefici della liquirizia

Informazioni generali

 

La Glycyrrhiza è una pianta che annovera 18 specie di erbacee perenni a fioritura estiva; la liquirizia, il cui nome scientifico è Glycyrrhiza glabra, è una erbacea perenne che cresce spontanea in Asia e nel bacino del Mediterraneo; dalle sue radici (o meglio dal suo rizoma) si ricava un estratto dal sapore molto gradevole, le cui svariate proprietà benefiche sono conosciute ed apprezzate da secoli. Tale pianta sviluppa un rizoma di grosse dimensioni (il rizoma è erroneamente considerato una radice ma in realtà è un fusto per lo più sotterraneo con funzioni di “riserva”).

La si trova in diverse forme: come tronchetti, bastoncini e finanche in polvere: la glicirrizina ha tante proprietà benefiche e salutari ma va usata ed assunta con cautela in quanto ha parimenti effetti indesiderati anche considerevoli.

Da millenni usata e apprezzata in Oriente come cura per mal di stomaco e disturbi del fegato, ma anche come rimedio per curare la tosse, la liquirizia deve le sue virtù soprattutto alla presenza di flavonoidi e di glicirrizina (o acido glicirrizico). Alla glicirrizina vengono attribuite proprietà antinfiammatorie, cicatrizzanti e muco protettive; ai flavonidi vengono invece ascritte proprietà antispastiche.

Effetti su stomaco e intestino

-Proprio per le succitate proprietà (antinfiammatorie, mucoprotettive e cicatrizzanti) la liquirizia è indicata e da sempre usata, per facilitare la digestione e come protettore della mucosa gastrica, anche in caso di assunzione di farmaci gastrolesivi; viene usato anche come palliativo nell’ulcera gastroduodenale.

Inoltre, esplica un’azione lassativa grazie alla presenza di uno zucchero, la mannite che contrasta la stipsi attirando acqua nell’intestino e facilitando lo svuotamento del colon.

 

Coadiuvante in caso di tosse

-la liquirizia ha proprietà antinfiammatorie, sedative e lenitive: quindi diventa utile in caso di tosse, sia secca sia grassa: sembra infatti evidente l’azione fluidificante rispetto alle secrezioni bronchiali, facilitando l’espulsione del catarro.

Sembra avere una moderata attività antivirale; inoltre l’azione disinfettante e cicatrizzante la rendono un rimedio naturale efficace per abrasioni del cavo orale e delle gengive; ottimo rimedio anche in caso di gola irritata.

Benefici sul fegato

-I benefici della liquirizia si evidenziano anche su fegato, cuore e circolazione. Si è visto infatti che l’estratto secco ha azione epatoprotettiva e può indurre, in breve tempo, un aumento del glicogeno e una riduzione dei trigliceridi e delle transaminasi nel fegato di persone con insufficienza epatica.

Sono stati annotati anche effetti protettivi rispetto a malattie a carico del sistema cardiocircolatorio, imputate all’attività antiossidante dei flavonoidi, antagonisti dei radicali liberi.

Come già scritto la liquirizia ha anche effetti collaterali indesiderati:

Innalza la pressione arteriosa

-Tra gli effetti indesiderati della glicirrizina l’unico realmente degno di nota è quello di aumentare i valori pressori: la glicirrizina agisce sui livelli di aldosterone aumentando la ritenzione di sodio e acqua, riducendo l’eliminazione del potassio.

L’aumento della pressione arteriosa e la deplezione di potassio sono i principali effetti indesiderati della liquirizia: l’assunzione oltre i dosaggi consigliati è assolutamente da evitare a chi ha problemi di ipertensione, soprattutto l’uso per periodi prolungati. Per gli stessi motivi è sconsigliato il consumo di liquirizia oltre i valori raccomandati anche a chi ha problemi di insufficienza renale, ritenzione idrica e ai diabetici.

Da usare con moderatezza e cautela anche in gravidanza. Consigliata per gli stessi motivi nei casi di ipotensione (pressione bassa).